venerdì, 19 giugno 2009

carissime, carissimi! come molti di voi sapranno ho appena partecipato allo strega. questa la cronaca della magnifica serata.

Cappelli tra le anime morte dello strega

Quindici anni fa, nel 1994, nonostante il titolo del mio Volare basso, decisi di partecipare allo Strega il più importante premio letterario d’Italia. Il romanzo era pieno di scene di sesso rovente eppure fu pubblicato da Frassinelli, un editore “puro” come si dice di quegli editori che pubblicano solo libri e quindi privo di quotidiani, settimanali, televisioni, case di produzione cinematografiche e per di più non romano, di conseguenza assolutamente inadatto a “spostare voti” nella normale graziosa pratica di scambio per cui tu fai una cortesia a me io do il mio voto a te. Meccanismo già allora notoriamente imperante allo Strega come, va detto, nella maggioranza dei premi nazionali e non. Così io ero assolutamente certo che non avrei vinto. Mi piazzerò comunque con onore, pensai.

Quindi scrissi, come tutti, perfino il Pasolini, le mie belle letterine ai pochi chhe conoscevo tra glia Amici della domenica come si chiamano così i giurati del Premio - che conoscevo. Il mio editore “puro” sollecitò pure lui il voto ai suoi pochi amici, ma spedì ben quattrocentotrenta copie in  lettura ai rimanenti votanti. E con un bottino di nove voti “sicuri” mi preparai all’agone.

Ricordo ancora la sera dello scrutinio della cinquina.

Sulla terrazza di casa Bellonci, spirava la brezza d’inizio estate e mi sentii inoltre carezzare dall’ala lieve della gloria mentre, tra un prosecco e l’altro, raccoglievo gli elogi di queste signore dal trucco pesante, le pettinature ad alveare,  gli abiti mai smessi dalla Dolce vita in poi - sei il più bravo, il più moderno di tutti: mi sussurravano - e dei membri giurati loro compagni e altrettanto vegliardi - sei il più originale di tutti sentenziavano.

Finì che mi presi esattamente i miei nove voti “sicuri”, né uno in più né uno in meno, e una delle più grandi mortificazioni mentre i nomi di tutti i nomi degli altri candidati, tranne il mio, continuavano ad echeggiare amplificati tra i nobili palazzi dei Parioli. L’ho detto ero a conoscenza del meccanismo che regolava lo Strega ma non immaginavo si trattasse di un meccanismo tanto perfetto da rasentare la perversione. Uscii da casa Bellonci con una promessa: mai più nella vita!

Invece eccomi di nuovo lì quest’anno.

Mi avevano assicurato: è tutto cambiato, vedrai. Così Cesare De Michelis della Marsilio, nel frattempo il mio editore,  lui sì è cambiato ma è pur sempre un editore “puro” nonostante il mio romanzo sia, come tutti i miei romanzi, pieno di scene di sesso rovente, invia al Premio Strega ben seicentocinquanta copie agratis - alcune finiscono nelle scuole: ma chi, avendo dato almeno una scorsa al mio La vedova il santo e il segreto del Pacchero estremo lo avrebbe dato da leggere a dei minorenni?  Io vado in giro per una serie di incontri col pubblico, segno del mutamento in atto, finchè qualche giorno fa, intorno alle otto della sera sono di nuovo in via Ruspoli 2.

Il primo che incontro, sotto al portone, è Fulvio Abbate. Devo dire è molto affettuoso. Mi abbraccia e mi fa: ehi, non ci si incontra da anni! Dico essì. Penso: ma se ci siamo visti solo una volta. Mi guardo intorno. Si sfoggia una certa eleganza. Alice, la deliziosa figlia di Cesrina Vighy, sfoggia un abitino delizioso. Scurati ha indosso la sua solita scura tenuta oltre al solito sguardo accigliato - non per niente egli è un autore impegnato. Finalmente arriva il mio editore con al fianco una sua recente scoperta. Ci appropinquiamo all’ascensore. Un cartello  ammonisce non più di quattro per volta. In coda ci sono un paio di signore imbalsamate. Una, pare, mi sorrida. Magari si ricorda di me quindici anni fa, pens. No, è solo il rictus che precede la prossima dipartita. In fondo vedo apparire la sagoma dark di Paolo Repetti, Stile libero. Gli anni passano ma lui è sempre vestito in total black: ué è sempre colui che ha lanciato il noir all’italiana. Arriva il nostro turno. Saliamo io, Cesare la sua scoperta e una delle imbalsamate con rictus. Nell’ingresso vedo il grande Walter Pedullà - è molto alto e mi ha premiato, del tutto spontaneamente per Parenti lontani, alla Valle dei Trulli  - sì, si chiama così sto premio - in  un momento per me molto difficile e gliene sarò grato per sempre. Lo saluto ma non so se mi riconosce. Questa è la regola: salutare tutti quelli che ti avvicinano facendo finta di. Filippo la Porta lui no, lui lo evito. Dopo che me lo sono scarrozzato dappertutto a Potenza facendogli assaporare, per pura cortesia, le gioie della cucina locale poi nemmeno mi ha citato nella rencensione di un libro di racconti di aavv in cui ha citato perfino il gatto di casa. Ma stranamemnte è lui a venirmi vicino. Mi chiede addirittura il numero di telefono. Vuole inserirmi in un suo libro di interviste. Io, che non so conservare rancore, glielo do perfino.  Mi faccio largo verso i beveraggi.

In queste occasioni è assolutamente necessario avere un bicchiere in mano. Scherzo e rido con tutti. Editori, giornalisti, scrittori. Ce ne sono varie tribù. I romani nelle loro mise bohèmienne. La colonia di napoletani a Roma anche più che bohèmienne: proprio sciatti. Appare Sgarbi, arpionato alla fortunata di turno: una giovane dallo sguardo perso e persa del tutto a giudicare dalla compagnia. Bevilacqua senza le leggendarie radiografie che certificavano un suo male incurabile  che gli valsero, a suo tempo,  il favoloso Premio come caso umano. L’arbiter elegantiarum Angelo Bucarelli di ritorno da Venezia dove espone le sue fantastiche sculture. Paola Pitagora che rapì il mio cuore e quello di mio cugino Carlino di Lontrone. Eccosì, sul più bello, inizia lo spoglio.

La voce pallida del vincitore dell’anno scorso, come da tradizione, scandisce i nomi. Io continuo a scherzare con il mio amico Andrea Vitali ma non è come prima: un velo di tensione è calato sulla terrazza. Scurati è sempre più oscurato. Scarpa, mano a mano, diventa invece più rifulgente, pieno di luce e  meno Anomino Veneziano. Alice, la figlia di Cristina Vighy, più deliziosa. Il sinistro Massimo Lugli, cronista di nera, pubblicato dal romanissimo e ricchissimo Newton Compton, più carismatico tipo quegli scrittori americani che prima del successo facevano i becchini.

Com’ è finita?

Dopo quindici anni sono arrivato sulla terrazza di casa Bellonci con in tasca quindici voti “sicuri” e, a fine votazione, me ne sono tornato tristemente a casa con esattamente quindici voti e la fondamentale domanda: ma possibile che il mio libro non sia piaciuto a nessuno dei quattrocento amici della domenica? Possibile che tra quattrocento critici, giornalisti, registi, scrittori nessuno mi abbia dato il suo voto a prescindere dai giochi di scuderia? Eppure come ha scritto  Schopenhauer -  sì, dev’essere stato proprio lui - ha scritto: qualsiasi libro pubblicato, anche il più atroce, troverà qualcuno disposto a giurare che si tratti di un capolavoro. Questo dappertutto tranne che allo Strega. Tra le anime morte, o molto prossime alla morte, così ardentemente spero, dello Strega.

 

 

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lunedì, 18 maggio 2009

carissime/i! 

con una di quelle coincidenze che avvicinano le nostre vite alle pagine dei romanzi, proprio nel momento in cui vengo selezionato per lo strega di quest'anno viene ristampato "volare basso" , il romanzo con cui partecipai per la prima volta allo strega allo strega 15 anni fa.

eccovene l'attacco.

La lascio sempre sulla discesetta davanti casa. C’è puzza

di muffa dentro. Abbasso i finestrini, in apnea, e sbatto

la schiena contro il sedile per farla avviare. Rantola per

una trentina di metri, con la marcia inserita. Poi c’è que-sto

rumore tremendo, di marmitta sfondata, che davvero

mi umilia – mi sembra d’essere qualcosa come un

magnaccia – ma lo stesso pompo sull’acceleratore, in folle,

con la paura che si spegne, fino sulla statale. Allora

mollo la frizione e sento le gomme lisce lappare l’asfalto.

Tiro un sospiro – respiro l’aria fredda, pulita, che viene

da fuori – accendo la radio e c’è Bruno che parla.

Eravamo compagni di banco, io e Bruno. Tutto quello

che c’era da fare lo facevamo insieme: insieme ci siamo

innamorati della stessa ragazza – veramente tutti s’inna-moravano di lei.

Adesso lui è a Roma che parla alla radio.

Angela non lo so dov’è, non so in che parte del mondo

sta svegliandosi, su quale spiaggia esotica magari proprio

in questo momento stanno fotografandola, nonostante

anche lei, come me come Bruno, è nata in un posto come

questo, “un posto fuori da ogni giro e da ogni sogno”,

come c’era scritto su una rivista dal barbiere. All’inizio le

sfogliavo solo lì, per paura di trovarmela davanti: già non

guardavo la televisione, non andavo più al cinema per lo

stesso motivo. Poi ho smesso anche col barbiere, e la

radio la sento solo quando sono in macchina, quando

proprio non ne posso più di starmene in paese e scendo

in città. Lo faccio ogni tanto. Prendo la vecchia Alfa

Romeo di mio padre e scivolo giù per questa strada serpentina

che taglia il verde tenero della campagna. Presto,

così quando arrivo sul corso ci sono solo pensionati, ven-ditori

ambulanti, disoccupati. Non mi va di incontrare i

miei compagni del liceo, d’incrociare quei loro sguardi

imbarazzati per la mia vita che prometteva tanto e inve-ce

è stata un tonfo.

Le ultime foglie sugli alberi mi dicono che intanto è di

nuovo inverno, che un altro anno è passato e non è successo

niente. “E che altro può succedere” gli rispondo “è

già successo tutto quanto.”

 

postato da: GaetanoCappelli alle ore 17:36 | Permalink | commenti (12)
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lunedì, 19 gennaio 2009

carissime/carissimi

dopo la bella serata a foggia un nuovo appuntamento a napoli da feltrinelli domani pomeriggio, 20 gennaio, alle 6.

i due immensi critici durante & picone presenteranno me medesimo insieme alla  vedova, il santo e il pacchero estremo.

 

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giovedì, 15 gennaio 2009

carissime/i

venerdì 15 gennaio - che poi sarebbe domani sera - potremo incontrarci a foggia, intorno alle ottoemmezza da ibuk, la libreria in piazza giordano.

la vedova,il santo e il segreto del pacchero estremo sarà sottoposto al giudizio del grande michele trecca e dell'ineludibile duo critico colucci e ciavarella. non potete mancare!

postato da: GaetanoCappelli alle ore 12:41 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 13 gennaio 2009

ehi carissime/i! eccovi questo piccolo racconto su facebook già pubblicato su facebook e, prima ancora, su il mattino del 24.12.09.

babai

gae

Farsi degli amici

Appena in ufficio accesi il computer. Mi sdraiai sulla poltroncina ergonomica in dotazione e mi disposi a godermi quella dolce sensazione che ti dà aprire la posta e trovarla piena zeppa di messaggi - non di lavoro s’intende!

Accadeva ormai da tre mesi. Da quando cioè anch’io m’ero lasciato prendere da questa nuova mania, avevo pubblicato le mie foto su Facebook e la mia casella aveva iniziato a riempirsi, giorno dopo giorno, di mail di gente - per lo più bella gente, o almeno simpatica  - che avevo voluto conoscere e viceversa. Al momento, grazie a questa specie di gioiosa inebriante catena di Sant’Antonio, avevo ormai inanellato tremiseicentoventitre amici, e forse proprio il fatto che, come immagino accada alle star con i loro fans, ne conoscessi davvero appena un paio di dozzine, mi innalzava al ruolo di una semi-celebrità.

<Certo farsi degli amici è diverso!> mi aveva detto Armando, il mio vicino di scrivania anche lui affetto dal nuovo morbo e con ben quattromila “faccine” amiche. Ma ci si può pure accontentare: e, di fatto, io ero contento.

Così iniziai con la solita allegra solerzia a spulciare le decine di richieste di amicizia che anche per quel giorno mi erano arrivate, ad analizzare le foto e le vite di ognuno, a scandagliarne i diversi destini partendo da particolari minimi - chessò il taglio di una giacca, una particolare positura, l’arredo di un ambiente - appassionandomi come l’uomo invisibile che entra nella vita di chiunque, salvo ad arrestarmi di colpo davanti a questo messaggio: “Giulio Loudenzi ti ha aggiunto ai suoi amici su Facebook. Per convalidare la richiesta devi confermare di conoscere Giulio”.

Giulio Loudenzi: questo non era certo chiunque. Sì, lo conoscevo. Eccome se lo conoscevo… purtroppo. Lo avevo odiato per anni. E per anni avevo faticato a dimenticarlo. Era praticamente l’unico dei miei compagni d’università che non avevo provato a rintracciare su Facebook. Lei no. Il suo era stato il primo nome che avevo digitato: Giu-ditta-La-Be-lla di nome... e bellissima di fatto. Tutti impazzivano per lei a Economia. Lei, invece, era impazzita per me; almeno finquando, all’orizzonte, non era apparso Giulio - che dio la stramaledica!

Era un ragazzo splendido, Giulio. Ricco e meravigliosamente scapestrato; aveva cioè tutto quello che l’uomo che ti strappa la donna della tua vita deve avere. Così nonostante fossero passati più di ventanni, io mi fossi sposato e con dei figli - tre per l’esattezza e ormai grandi - il primo impulso davanti a quel nome fu di cliccare “ignora” sotto la richiesta e scaraventare Loudenzi nel limbo in cui lo avevo faticosamente relegato e da cui adesso cercava di riemergere. Ma poi il miraggio di rivedere, tra le sue foto, magari quella di Giuditta - avrei finalmente saputo com’era adesso, se era rimasta bellissima come una volta - fu una tentazione troppo forte. Così cliccai su “conferma” e io e Giulio, sebbene lo odiassi, tornammo per questo gran miracolo dell’era elettronica, a esser amici come lo eravamo stati prima; prima che lui si prendesse il mio grande, unico amore.

Devo dire che ne valse la pena: narcisista e com’era non me lo sarei mai aspettato, ma aveva riempito l’album di Facebook di decine e decine di foto della moglie, per lo più rubate, non in posa, e Giuditta vi appariva adesso in tutto il suo sfolgorante maturo splendore, se possibile, più bella che allora. Ci avrei perduto di nuovo la testa e ce la persi guardandola scosciata su un divano sontuoso, o mentre in pelliccia si fissava in uno specchio, o su una spiaggia esotica si allacciava  il pareo al seno.

Passai la mattinata a guardamela e riguardarmela. La notte non dormii. Leggendo il profilo di Giulio seppi che, dopo la parentesi americana, era tornato a lavorare nell’azienda del padre. Quindi vivevano a Napoli! E saperlo, il fatto di saperla di nuovo vicina, mi provocò un’ulteriore accensione. Ero pieno di sogni e desideri. Ero preso di lei come mai lo ero stato.

La mattina dopo arrivai in ufficio assai prima del solito. Riavviai il computer. Riaprii Facebook. C’era un messaggio di Giulio.

“Ehi carissimo! Io ardo dalla voglia di rivederti. E così pure Giuditta. In questi anni abbiamo pensato a te come a un amico insostituibile. Perché non ci vediamo. Per una cena da noi, a casa. Domani sera? Leggo su Facebook - che gran miracolo che è questo Facebook! - che sei sposato: ovviamente porta anche tua moglie.”

Mia moglie Leonilde, è un pezzo grosso, in banca, ed  è sempre in giro per il mondo. Avrei anche potuto rinviare l’appuntamento al suo rientro ma preferii andarci da solo.

Anche Giulio, quando arrivai, non c’era.

Giuditta mi aprì la porta. Aveva un abito di seta smeraldo con una scollatura profonda come il silenzio che c’era intorno. Mi sorrise inclinando il viso. Mi baciò sulla bocca. Proprio come non fosse mai scappata con Giulio. Come fossimo gli innamorati di un tempo.

Rimasi silenzioso mentre mi faceva sedere sul divano sontuoso della foto. Accavallò le gambe sul perno del tacco a stiletto. Mi baciò ancora. Di nuovo. Ancora. Era come una specie di sogno. Un sogno erano i suoi seni pieni, i suoi fianchi ampi. La sua voce che mi sussurrava ti voglio  ti voglio,  non ho mai smesso di volerti. Poi ci fu un rumore. Una porta si aprì e vidi Giulio, il volto seminascosto dietro una macchina fotografica. Si sentì un sibilo a ripetizione. Giuditta che continuava a stringermi ansimando. Io che cercavo di liberarmi del suo abbraccio. Lei che non mi mollava finché Giulio non scoppiò a ridere. <Basta così, amore!... o non è che ci hai preso gusto?>

Essì, convincere Leonilde a intercedere per il prestito a Giulio è stata dura. All’inizio non voleva saperne neanche di vederlo - in tal caso avrebbe visto le mie foto con Giuditta e, sebbene fossi venuto meglio di quelle che ho pubblicato su Facebook - lo sfolgorio di un uomo finalmente tra le braccia della donna della sua vita - non penso le sarebbero piaciute.

Poi, a cena dai Loudenzi ci siamo andati insieme e m’è sembrato proprio che, nel frattempo, su Giulio mia moglie avesse cambiato idea. Anche Giuditta, con me, è stata molto ma molto disponibile - perfino prima del prestito. Ora che la situazione s’è ulteriormente evoluta, Facebook un po’ mi annoia e dovrò dirglielo, prima o poi, ad Armando, il mio vicino di scrivania affetto pure lui da questa nuova mania, che a volte Facebook può servire anche a “farteli”, degli amici.

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: GaetanoCappelli alle ore 10:29 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 19 dicembre 2008
 
 
dopo la bellissima serata a napoli, a  palazzo petrucci, voluta dall’imperatore antonio fiore e il principe francesco durante, con  la magnifica interpretazione del pacchero estremo dello chef lino scarallo - uè una stella michelin, dico!
  
nuovo appuntamento letterario nella magnifica lucera
il 23 dicembre alle ore 20. 30, a palazzo d’auria secondo (prenotazioni 0881.530446)
 
qui il leggendario duo critico colucci&ciavarella presenterà  la vedova, il santo e il segreto del pacchero sottoponendo il sottoscritto a un fuoco di fila di domande, com’è ovvio,  assai poco serie.
 
seguirà l’immancabile degustazione del pacchero estremo in una nuova felice interpretazione.
 
allora carissime/carissimi vi aspetto!
  
 
 
postato da: GaetanoCappelli alle ore 11:35 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 13 novembre 2008

Allora carissime/i!, il 19 novembre, cioè mercoledì prossimo a pensarci, esce il mio nuovo romanzo. Ha una bellissima copertina. Potete vederla sul sito Marsilio.

 

Il titolo: La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo.

 

In attesa che lo leggiate sarebbe divertente sapere cosa vi suggerisce questo titolo.

 

Nel frattempo vi do le date delle  presentazioni già definite.

 

La prima da Fnac a Milano il 21 novembre. Sarò insieme all’eccelso Antonio D’Orrico; ammesso si ricordi di venire.

 

Il 3 dicembre a Bari, da Feltrinelli addirittura con uno dei personaggi del romanzo:  la studiosa Clara Gelao - che nome romanzesco! - sempre se avrà piacere di esserci.

 

A Clara Gelao si deve l’attribuzione ad Andrea Mantegna della statua di Sant’ Eufemia conservata nella chiesa madre di Irsina. Leggendo a suo tempo la notizia, mi sono detto: se a Irsina c’è una scultura del Mantegna potrebbe pure essercene un’altra. Ecco allora il Santo del titolo. San Vittore, per l’esattezza; un nome poco rassicurante, effettivamente.

 

Quanto alla  vedova, pur essendo del Nord arriva a Milano, dove la commedia ha inizio, dal Sud; appunto da Irsina. Lì aveva sposato un ricco latifondista e  essendo caduta in disgrazia  dopo averne dissipato le sostanze  vorrebbe adesso vendere… ma no no, sto raccontandovi la trama e invece dovete raccontarla voi a me.

 

Comunque… presentazione a  Bari il 3 dicembre e la sera del 3 a Mola di Bari. Tra l’altro nel romanzo ci sono proprio Bari e un gruppo di baresi impegnati in un particolare rito profano; nonché una piccola analisi etimologica della particella “mo’” che costella i discorsi degli abitanti di quella elegante città.

 

Il 12 dicembre a Napoli, maestro di cerimonia il grande critico gastronomico Antonio Fiore, avrà luogo nelle sale del ristorante  Palazzo Petrucci  la prima paccariata. Ovvero - come accadrà dovunque ce ne sarà la possibilità - lo chef di Palazzo Petrucci, Lino Scarallo, darà la propria interpretazione del Pacchero estremo seguendo le suggestioni che, di questa misteriosa ricetta,  si danno nel  libro. Oltre ad Antonio Fiore sarà presente Francesco Durante, autore del magnifico Scuorno (Vergogna); ammesso riesca a liberarsi dei suoi impegni.

 

A presto dunque e babai

postato da: GaetanoCappelli alle ore 10:37 | Permalink | commenti (28)
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lunedì, 15 settembre 2008

carissimi!

allora domenica 21 sarò a "pordenone legge" in tandem con mario desiati a palazzo gregoris alle 12. titolo curioso: "amicizie pericolose" . speriamo di nò! 

vi consiglio inoltre il giorno prima "scuorno" grando libro del principe  francesco durante presentato dal santo  antonio d'orrico. ore 11,30 largo san giorgio. 

adesso qualche nota sulla corrispondenza: io cerco di rispondere a tutti sul blog ma anche a quelli - e sono un bel po' - che preferiscono scrivermi in privato  a info@gaetanocappelli.it, solo che spesso, non so perchè, non riesco a leggere  i messaggi che arrivano a questo indirizzo. quindi se dopo un po' non avete mie notizie, utilizzate la casella  gaetano.cappelli@libero.it

 babay gae

postato da: GaetanoCappelli alle ore 11:08 | Permalink | commenti (11)
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mercoledì, 11 giugno 2008

Allora carissimi, la notizia è che Parenti lontani sarà di nuovo in libreria. L’11 giugno.  Cioè, a pensarci bene proprio oggi!

 

È un libro a cui tengo molto.

Era uscito nel 2000 e subito dopo messo fuori catalogo e mandato al macero - povero librotto mio! Naturale che sognavo  che fosse ristampato. E adesso, finalmente, eccolo qui.  Ce l’ho tra le mani questo piccolo - è un tascabile - ma per me, e spero pure per voi che lo leggerete, grande librotto - oh, stiamo pur parlando di più  di 400 pagine!

 

Parenti lontani.

 

Ha una nuova copertina. Un quadro di Luca Pignatelli che raffigura i grattacieli di New York avvolti da crespi di nubi vorticanti in un cielo bellissimo. E’ lo stesso cielo che Carlino di Lontrone, il protagonista, vede affacciandosi ubriaco da una finestra del Plaza avendo appena, così gli pare,  coronato i suoi sogni -  io il mio.

Adesso spero di regalarne a  voi, o miei amatissimi lettori!

postato da: GaetanoCappelli alle ore 11:39 | Permalink | commenti (44)
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martedì, 22 aprile 2008

carissimi! oggi voglio farvi davvero un bel regalo.

un paio di settimane fa stavo cercando sulla rete notizie di   allan hovannes, un musicista di cui avevo letto su un articolo in cui venivano recensiti i sublimi  stars of the  lid e mi sono imbattuto in una meravigliosa insuperabile  scoperta:

last.fm

una favolosa radio on line che donera'  musica celeste alle nostre  giornate sulla terra.

basta connettersi. andare su ascolta e indicare, come richiesto, il vostro musicista preferito.

(il mio  e' harold budd. direte giustamente chissenefotte ma e' solo per fare un esempio. egli e' tra l' altro, visto che qualcuno me lo chiede, l' autore della musica del mio sito.

last. fm

ascolta

digita musicista preferito  

bene la favolosa insuperabile miraggiosa last.fm, da questo momento in poi vi fara' ascoltare come primo brano harold budd e, di seguito, ore di musiche di artisti simili al suddetto.

non e' grandioso? mettici poi che chi sta dietro alla faccenda / chi sara' questo santo mistico benefattore\ deve essere un patito delle musiche dell'estasi.cosiddette.

per fare qualche esempio ho ascoltato una registrazione di la monte young terry riley e del leggendario pandit pra nath che eseguivano un raga dedicato a ravi shankar.

ho ascoltato  musiche introvabili di  grandi  misteriosi musicisti  come

david berhman, paoline oliveros, harmonia, cluster con e senza eno, roedelius, roberto laneri, alvin lucier, minimalisti che nemmeno uno se li immagina 

molti  che conoscevo e molti altri che no.

con decine di mirabili scoperte tipo dead texan, pan american - digitando questi nomi si ascoltano ore di straniante soffice rock elettrico da grandi spazi desertici.

per non dire della roba che trovi magari digitando shivkumar sharma e hariprasad chaurasia  con tutta la lontana magia delle notti d'india tanto amata da giacenere minkia il  poeta!  

andando invece su musica - un altro dei link - la cosa si fa anche piu' interssante ma complicata. volendo si puo' scaricare comprare da amazon etc. etc.

questo e' un po' troppo incasinato per me. anche se andandoci sono riuscito  ad ascoltare dischi interi che altrimenti col cacchio.

insomma, mie care  e cari un' autentica delizia.

se c'e' qualcuno che sa qualcosa sui fondatori benemeriti della suddetta mirabile  organizasion si faccia avanti.

per il momento un inno di ode a questi grandi misconosciuti benefattori!

basci e abrasci anche da riccardo fusco

ps. tra qualche settimana racconto di novita' che riguardano invece carlino di lontrone/ se sapete di chi parlo. o almeno volete saperlo.

 

 

postato da: GaetanoCappelli alle ore 10:43 | Permalink | commenti (28)
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